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alberto croce - senior tour

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Alberto Croce con Tom Kyte a TurnberryNel 1994, al compimento del 50° anno di età ha inizio una nuova giovinezza per Alberto. Un pò per gioco e un pò per scommessa, si iscrive alla qualifying School al Collingtree Park in Inghilterra con l’amico Renato Campagnoli per le qualifiche del Senior Tour, e in men che non si dica, si trova coinvolto in una lieta avventura che lo tiene impegnato per oltre 12 anni. Alle qualifiche Alberto e Renato si piazzano rispettivamente al 2° e al 1° posto guadagnandosi con onore l’ingresso al Tour.

Numerosi sono i piazzamenti in gara tra i primi posti, con un bel 2° posto all’Open di Jersey nel ’96 alle spalle di Maurice Bembridge; 8° nella Money List per l’anno 1995 è il suo miglior piazzamento.

“Ricordo il mio primo British Open Seniores - Dice Alberto - nel campo del Litham St.Ann, dove mi presento con un primo giro di 68, al comando con il mitico Arnold Palmer.
In un ambiente in cui nessuno ancora mi conosceva si può immaginare la mia felicità alla fine del giro quando dovetti rilasciare interviste a giornali e televisioni. Mi viene ancora da sorridere all’idea che tutti si saranno sicuramente chiesti chi era quell’italiano che appena arrivato dalla qualifica si trovava in testa con una persona del calibro di Palmer!! Finii la gara con un’onorevole nono posto, preso comunque dall’emozione di giocare con Palmer il giorno successivo”
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Foto ricordo con i vincitori del Lawrence Batley SeniorNel 1995 finalmente arriva la sua prima vittoria al Lawrence Batley Senior, battendo per un colpo Neil Coles. Ironia del destino l’anno dopo, si rovesciò il risultato; primo Coles e secondo Alberto.

Altra gara indimenticabile secondo Alberto è nel ’99 a Wentworth all’Energis Senior Masters dove il primo giorno porta in club house un risultato di 67 colpi, in testa alla pari con Tony Jacklin.

“Il secondo giorno - Dice Alberto - , con 8 birdie di fila dalla nove alla sedici, con l’incredulità dei miei avversari, mi trovai con sette colpi di vantaggio sempre su Jacklin e Coles; alla diciottesima; buca però avvenne un “crollo”, dove con un drive a destra in ostacolo, non riuscii a fare meno di triplo bogey.
Il terzo giro partii così con tre colpi di vantaggio nel team leader, ma un brutto 74 portò gli inseguitori a scavalcarmi, finendo così al terzo posto.
Anche se non ho portato a casa il titolo fui comunque contento, perché in un campo prestigioso come Wentworth, con migliaia di spettatori al seguito, fu una vera e grande emozione aver tenuto testa ai grandi. Ho sempre giocato bene a Wentworth; è un campo che per le sue caratteristiche si adegua al mio tipo di gioco, tanto che anche l’anno dopo conclusi il Master al 5° posto”
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Alberto Croce premiato al Greek Senior Open del 1999Arriva così, sempre in quell’anno, una delle sue più avvincenti vittorie che ha lasciato un’impronta indelebile nel Greek Senior Open, dove si aggiudica il titolo dopo un combattutissimo Play-off contro Antonio Garrido alla ventiduesima buca.

Teatro della competizione è stato il percorso di Glyfada vicino ad Atene, dove Alberto concluse 3 giri in 70-73-68 per un totale di 221 colpi, lo stesso score consegnato da Garrido.
Un match molto combattuto in cui Alberto dimostrò tutta la sua tenacia, essendo partito il giro conclusivo con 3 colpi di svantaggio sia dallo spagnolo sia dallo scozzese Bernard Gallacher che però concluse la sua diciottesima buca con un bogey, consegnando un totale di 212 valevole per un sicuro terzo posto.

A questo punto il play off. Dopo 3 buche in par dove nessuno ha preso vantaggio sull’altro, la quarta buca fu fatale per lo spagnolo che dovette arrendersi di fronte al preciso ferro 7 di Alberto a mezzo metro dalla bandiera, un birdie assicurato.

“Il mio più grande ricordo - dice Alberto - va agli amici italiani Bernardini, Dassù e Pippo Calì con cui ho condiviso la mia vita del Tour Senior.
Un pensiero particolare ed un saluto affettuoso lo devo tuttavia a Renato Campagnoli con cui ci siamo sopportati e supportati a vicenda per lunghissimi anni accompagnandoci nelle tante avventure del Tour.
Dalle bettole bed & brekfast in cui abbiamo dormito ai grandi alberghi, dalle innumerevoli coincidenze perse alle corse in auto per arrivare all’aeroporto in orario, alle migliaia d’ore d’auto fatte insieme tra milioni di sigarette fumate da Renato, rotonde sbagliate e sperdute strade inglesi”
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